Apollo 11: un UFO sulla Luna?

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Il 20 luglio di 50 anni fa avvenne una delle più grandi imprese del genere umano: Neil Armstrong e Buzz Aldrin misero piede sulla Luna. C’è ancora chi crede che sia tutta una montatura, un falso, ma è curioso che molti di quelli che dubitano che l’allunaggio sia mai avvenuto siano anche i primi a tirar fuori la storia di un presunto avvistamento di un oggetto volante non identificato da parte dell’equipaggio dell’Apollo 11.

Ma vediamo cosa è successo.
Sono trascorsi due giorni dal lancio del razzo Saturn V da Cape Canaveral e ora i moduli di comando e servizio, assieme a quello lunare (il cosiddetto LEM), stanno viaggiando a tutta velocità verso la luna con i tre astronauti, Neil Armstrong, Edwin “Buzz” Aldrin e Michael Collins, a bordo. Il Lem servirà a Armstrong e Aldrin per scendere sulla Luna, mentre quello di comando (CM) permetterà ai tre astronauti di rientrare nell’atmosfera terrestre e di ammarare poi sani e salvi tramite tre paracadute.

A un certo punto il comandante Neil Armstrong chiede al centro di controllo di Houston che fine avesse fatto il terzo stadio del vettore Saturn V, quello che conteneva  i moduli sui quali si trovano i tre astronauti. Dal centro di controllo gli rispondono che il terzo stadio ormai è lontano, a circa 6000 miglia nautiche (11.100 km) da loro. Armstrong ringrazia e la storia, per il momento, finisce lì. Gli astronauti in verità hanno avvistato dall’oblò un misterioso oggetto a forma di L che in  una determinata posizione formava una serie di ellissi. Riescono perfino a osservarlo con il telescopio che avevano a bordo. Cosa poteva essere? Un pezzo del terzo stadio del Saturn V, ovvero l’S-IVB.

In pratica avevano avvistato uno dei pannelli che vediamo aprirsi nell’immagine qui a lato. La parte rimanente del terzo stadio, infatti, aveva cambiato rotta per evitare una pericolosa collisione con il veicolo Apollo, a differenza dei suddetti pannelli, che si erano sganciati ben prima della suddetta manovra correttiva e che continuavano a seguire il veicolo Apollo sulla stessa traiettoria. Per questo Armstrong chiese a Houston dove si trovasse l’S-IVB: quella era l’unica spiegazione possibile. Buzz Aldrin parla dell’episodio nel documentario del 2005 First on the Moon:The Untold Story, raccontando che lui, Collins e Armstrong si trovavano in imbarazzo perché non potevano certo mettersi a parlare via radio di aver appena avvistato un oggetto di cui, in un primo momento, non ne conoscevano la provenienza. Avevano infatti immaginato che qualcuno avrebbe potuto tirare in ballo alieni o roba simile.

Ecco le testuali parole di Aldrin sull’accaduto:

“There was something out there that was close enough to be observed… and what could it be?… Mike decided he thought he could see it in the telescope, and he was able to do that, and when it was in one position it had a series of ellipses. But when you made it real sharp it was sort of L-shaped. That didn’t tell us very much… Obviously the three of us were not gonna blurt out “Hey, Houston, we’ve got something moving alongside of us, we don’t know what it is, you know, can you tell us what it is?” We weren’t about to do that! ‘Cause we know that those transmissions would be heard by all sorts of people, and who knows what somebody would have demanded that we turn back because of aliens or whatever the reason is. So we didn’t do that, but we did decide we’d just cautiously ask Houston where… how far away was the S-IVB… And a few moments later, they came back and said something like it was six thousand miles away because of the maneuver, so we really didn’t think we were looking at something that far away, so we decided that after a while watching it, it was time to go to sleep, and not to talk about it anymore until we came back, in debriefing.”bPurtroppo nel documentario è stata tagliata la parte in cui l’astronauta spiegava che quello che avevano visto era proprio una parte del modulo S-IVB e il danno era stato fatto. Per gli ufologi di tutto il mondo i tre astronauti hanno davvero avvistato un UFO (ovviamente di origine aliena) e poco importa che Aldrin abbia più volte smentito questa versione.

 

Qui in dettaglio lo stadio S-IVB, dove possiamo notare anche com’è stata effettuata la manovra di aggancio tra i moduli di Servizio/Comando con il LEM.

Ma siamo proprio sicuri che si trattava effettivamente di uno o più pannelli del terzo stadio? Sì, perché la NASA lo confermò nel debrifing post missione, scaricabile qui. Insomma, anche se Aldrin, Armstrong e Collins furono cauti a menzionale un oggetto non identificato per timore che qualcuno tirasse in ballo gli UFO, alla fine è accaduto esattamente quello che cercavano di evitare. Perché se sei un astronauta, uno scienziato, un tecnico della NASA, qualunque cosa tu faccia o non faccia, qualsiasi cosa tu dica o non dica, per i fanatici dell’ufologia risulterà sempre sospetto. Nel 2010 Buzz Aldrin venne ad Avezzano dove tenne un incontro pubblico e per l’occasione era presente anche Tito Stagno. Beh, come si suol dire: “io c’ero!”

Avrei voluto farmi raccontare di persona questa storia ma non ne ho avuto l’occasione.
In compenso, proprio durante le domande del pubblico a fine evento, si palesò un “lunacomplottista” e Tito Stagno, ben sapendo che Aldrin, in passato, aveva steso con un cazzotto un complottista americano che lo accusava di essere un bugiardo, lo mise in guardia: “Occhio che Aldrin ha già indossato i guantoni da Boxe!”.

 

Luigi De Conti

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