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C’era una volta… I cubani, AMON e l’IFAC. 9 commenti


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Mentre nel Web nasceva la speranza per un nuovo presunto farmaco antitumorale, all’IFAC/CNR si svolgevano riunioni periodiche con personalità scientifiche toscane, delegazioni cubane e rappresentanti dell’associazione AMON. Tutto in riservatezza, le cosiddette “riunioni del giovedì”. Dopo il documento apparso online, in cui IFAC e AMON si accordavano in un progetto, le pressioni interne da parte dei dipendenti dell’Istituto sono aumentate, si esortava il direttore a spiegare la situazione e il perchè di quell’accordo inspiegabile. Finalmente, nel mese di aprile 2011, il direttore Salimbeni convoca una conferenza per chiarire i fatti, anche se non si sbilancia troppo e in alcuni passaggi risulta reticente e lacunoso. La conferenza è aperta a tutto il personale CNR interessato ma non viene sufficientemente pubblicizzata. Si presentano circa 25 persone. La conferenza è a carattere informativo sui farmaci naturali cubani ed è presieduta dal direttore di area Renzo Salimbeni. Il direttore introduce l’argomento spiegando che negli ultimi mesi si parla molto, tramite tv e stampa, di nuovi farmaci cubani dalle proprietà antitumorali, nello specifico, un derivato da veleno di scorpione cubano e una molecola vegetale, la mangiferina. Parla dei viaggi verso Cuba di persone affette da queste patologie, nonostante l’assoluta mancanza di risposte dal mondo scientifico e che nell’Istituto è stato svolto uno studio di approfondimento. Questo, in gran riservatezza, per non creare allarme sociale. Il progetto suscita l’interesse di ricercatori di vari Istituti CNR e dell’Università di Firenze e ne viene informato anche l’Istituto Toscano Tumori, come organismo regionale. Alla conferenza partecipano:

Prof. Gloriano Moneti, Dipartimento di Farmacologia, Centro Interdipartimentale di Spettrometria di Massa, Università degli Studi di Firenze.

Prof. Luca Calamai, Dipartimento di Scienze delle Produzioni Vegetali, del Suolo e dell’Ambiente Agroforestale, Università degli Studi di Firenze.

Dott. sa Caterina Cinti, Responsabile UOS Siena, Istituto di Fisiologia Clinica del CNR.

Dott. re Marco Michelozzi, Istituto di Genetica Vegetale del CNR.

Il direttore sollecita ancora un impegno di riservatezza ai presenti, ovvero di non rivelare ciò che lui dirà per evitare un “allarme sociale”.
Inizia poi a parlare dei due prodotti e dell’azienda che li produce: Labiofam di Cuba.
Ricorda come, dopo il servizio della trasmissione “Le iene”, sia cresciuto il numero di persone, in particolare italiani, che si recano a Cuba da Labiofam. Lui stesso racconta di esserci stato e, in quell’occasione di aver conosciuto AMON (Associazione Medicina Omeopatica Naturale, presidente Piero Fierro) definita da lui “un’associazione di familiari di pazienti”. Di ritorno dal suo viaggio, in seguito, ha conosciuto un Oncologo di Ostia (Giovanbattista Speranza) che ha in osservazione molti pazienti di AMON.

Pagina del progetto Natura Farma eliminata dal sito Vidatox.it . Clicca sull'immagine per visualizzarla

Pagina del progetto Natura Farma eliminata dal sito Vidatox.it . Clicca sull’immagine per visualizzarla

Introducendo il discorso sull’Escozul racconta di come sia nato dalla medicina tradizionale cubana, scoperto per caso dai contadini e che, in seguito un biologo realizza il primo allevamento di scorpioni creando poi il biopreparato, prima per uso personale e poi pubblicizzato per passaparola. Tutti noi conosciamo la storia per averla letta più volte in vari siti e forum.
Lo stato cubano poi, richiede al biologo di trasferire le sue conoscenze a Labiofam in cambio della possibilità di poter continuare con la sua attività, quindi, l’azienda cubana inizia a produrlo e a fornirlo agli Istituti di cura dopo aver effettuato dei test, anche se questi non sono definiti.
Salimbeni pensa di coinvolgere vari istituti che possono essere interessati: l’Istituto per la Protezione delle Piante (IPP), l’Istituto per lo studio degli Ecosistemi (ISE), l’Istituto di Genetica Vegetale (IGV), l’Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Affini (IVALSA), l’IFAC, ovviamente, e anche altri istituti fuori dal CNR. Prende forma il progetto Natura Farma.
Ad ottobre, presso il Centro Italiano per la Spettroscopia di Massa (CISM) di Firenze inizia l’analisi di alcune boccettine di prodotto.
Spiega anche del documento stipulato con AMON, l’associazione serviva a procurare il prodotto e l’Istituto avrebbe potuto attingere dalle sue scorte, in cambio AMON, richiedeva uno studio di progetto. Anche se Salimbeni, precisa che nell’ultimo semestre gira un prodotto diverso (probabilmente il prodotto omeopatico) che non corrisponde a quello che ha avuto tanto successo. Aggiunge che Enrico Rossi (presidente della Regione Toscana e precedentemente assessore regionale alla salute, artefice dell’introduzione di molte medicine alternative nel protocollo delle strutture ospedaliere pubbliche in Toscana) si mostra sensibile alla tematica, nel contempo si uniscono altri soggetti e nasce ufficialmente il progetto Natura Farma.  La pagina è stata rimossa ma noi l’abbiamo registrata prima della sua rimozione e messa a disposizione QUÌ.
Il documento ufficiale, con tutta la lista dei partecipanti fornisce il costo di circa 800-1000 Keuro da richiedere a livello regionale, Gianfranco Gensini, Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia prova a contattare l’assessorato regionale alla salute.
Viene poi stabilita una convenzione con Labiofam per l’approvvigionamento di prodotti “freschi”. Salimbeni torna a Cuba e incontra un alto esponente di Labiofam, Fraga Castro. Presso Labiofam c’è un mini-congresso e viene stipulato l’accordo. Labiofam si dimostra molto interessata alla commercializzazione del prodotto e si informa sulla registrazione dei farmaci in Italia.
Durante la conferenza vengono anche mostrati una serie di risultati: elenchi di studi preclinici, in vitro ecc., niente di rilevante, tutte cose che conosciamo e abbiamo letto nei vari siti e forum (Vidatox.it, Labiofam e Pharma-Matrix per ultimo). Difatti ammette che mancano i risultati clinici, e mostra dichiarazioni di singoli individui (senza riportare dati clinici), la testimonianza di Monzon che dichiara che il suo prodotto funziona, e cita il Dott. Speranza, che dichiara che ci sono casi di successo,
Riferisce quindi che, al momento attuale, il progetto Natura Farma non può essere finanziato dal governo italiano a causa dei tagli alla ricerca quindi, Gensini suggerisce di partecipare ad un bando dell’Istituto Toscano Tumori (ITT). A febbraio c’è un incontro col direttore dell’ITT, Lucio Luzzatto, che sembra interessato ma, non si fida per la mancanza di dati scientifici disponibili. A questo punto Salimbeni suggerisce che sia colpa del governo cubano, che non fa circolare le informazioni scientifiche. Fa brevemente cenno ai prodotti a base di mango, per i quali esiste una copiosa letteratura anche fuori Cuba che documenta le proprietà antiinfiammatorie di tali estratti. Si solleva la teoria del complotto, l’embargo, big pharma, però, guarda caso, per la mangiferina gli studi pubblicati ci sono.  Il prodotto a base di mango è un integratore alimentare come ce ne sono tanti, con principi attivi e studi alla base, niente di magico. Questo prodotto è chiaramente definito un integratore.
In febbraio, anche la delegazione cubana, guidata da Renè Delgado Hernandez, viene in Italia e fa la sua visita all’Area della Ricerca di Firenze ma, a marzo, rappresentanti Labiofam si recano a Roma presso l’AIFA per registrare i loro farmaci, poi sappiamo come è finita, non potendo registrare in Italia hanno optato per l’Albania. A questo punto, il direttore dice che il rapporto con Labiofam si è concluso, così come si è concluso, con la richiesta di eliminare tutto il materiale messo in rete, quello con AMON, specificando che AMON è servita solo come “corriere” per i prodotti, nonché per accedere a un database di pazienti al fine di fare studi statistici. Con Labiofam la questione è chiusa perché non hanno fornito prodotti “freschi” (e pare che volessero essere anche pagati) agendo poi di loro iniziativa andando all’AIFA.
Quindi, dichiarando il fallimento del progetto Natura Farma, a cui nessuno ha dato credito, il tempo a disposizione per la conferenza volge al termine. Il direttore, divagando qua e là, è riuscito anche a eludere domande e zittire quelle poche obiezioni, ad esempio il fatto di non aver chiesto autorizzazioni per iniziare una convenzione di ricerca per cui è necessaria la delega del Presidente dell’Istituto oppure il fatto che, nella convenzione con AMON, in evidenza su internet, si faceva riferimento a un terzo partner (FICSA) e che la cosa potesse sembrare poco chiara (l’accordo per la commercializzazione in Italia e Paraguay).
Si limita a tagliar corto e dice di non fargli perdere tempo con cose irrilevanti che non è tenuto a spiegare. Dichiara inoltre che non si ritiene in dovere di rispondere a domande originatesi da forum e blog, che definisce “luoghi di pettegolezzo”. Quei luoghi che hanno portato alla ribalta la sua bella figura!

Considerazioni:

Centinaia di persone, ogni giorno, fanno l’impossibile per reperire quel prodotto, cosa assumono? Credo che la trasmissione “Le Iene” abbia un bel peso per aver divulgato una vicenda con toni sensazionalistici senza le dovute verifiche, infondendo una falsa speranza a molti malati, non approfondendo tutta la questione, oltretutto più volte sollecitata in questo da me con varie e-mail ma, credo anche da molte altre persone. Nessuno della redazione si è mai disturbato nel rispondere. Se ne sono lavate le mani! E stendiamo un velo pietoso su tutti i trafficanti di boccette. Riguardo all’associazione AMON: gestiva le scorte? Partecipava alle riunioni, aveva tutte le informazioni a portata di mano, chiederei a loro di pubblicare gli esiti delle analisi del prodotto escozul-vidatox. Ma tuttora, anche nel fallimento evidente, continua a fare la stessa propaganda, pubblicizzando sempre lo stesso sito che non ha ragione di esistere. Questa vicenda con l’IFAC è chiusa, tutti i partecipanti si sono resi conto con chi avevano a che fare, certo la figuraccia è grossa, Salimbeni è stato bravo a glissare su molte cose, un direttore di un Istituto pubblico di ricerca che adotta tali sistemi? Che stipula accordi con persone conosciute per caso, dovrebbe dimettersi! Purtroppo alla stampa non interessa approfondire, in Italia si vendono bene notizie che gridano al miracolo:
Il Corriere della Sera, La Repubblica, La stampa, Rai 3, Le iene, nessuno s’è degnato di rispondere! E i cubani? A loro interessava solo fare l’affare, non hanno portato uno studio clinico valido in tanti anni di ricerca. Si sono lamentati del clamore suscitato dal servizio delle Iene ma, a quanto pare, ha portato a loro una gran pubblicità.
E dopo il loro fallimento provano la registrazione dell’omeopatico all’AIFA, ma non è possibile e quindi approdano in altri lidi (Albania), con la Pharma-Matrix.

Un ringraziamento particolare a chi ha collaborato con me.

Rosa Contino


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9 commenti su “C’era una volta… I cubani, AMON e l’IFAC.

  • alessandro

    Ci hanno creduto tutti!
    Certo la prima fase della storia e` molto diversa, da quello che sta succedendo ora.

    La storia di Salimbeni & co e` una storia di pochezza scientifica e scorrettezza. Ora assistiamo con la deriva omeopatica alla truffa bella e buona.

    Cosa avrebbero dovuto fare gli scienziati italiani interessati alle potenzialita`di questo prodotto?
    Stabilire delle collaborazioni scientifiche dirette con i ricercatori cubani senza bisogno del corriere AMON.
    Questo e` semplicemente ridicolo!
    Per ogni progetto scientifico c`e` bisogno di dati preliminari. I cubani li avevano si o no? Se hanno fatto i ritrosi bisognava troncare tutto sul nascere!
    Non si puo` chiedere un milione di euro allo stato e caratterizzare biochimicamente il veleno dello scorpione senza sapere quale attivita` biologica sto cercando. Certo non quella citotossica mostrata nell`opuscolo Labiofam (non c`e controllo negativo, ovvero cellula non tumorale. L`alterazione del flusso ionico del potassio puo` indurre apoptosi in qualunque cellula).
    Visto che allora sembrasse che la somministrazione orale dell ` escozul migliorasse la fitness del paziente si poteva supporre l`azione anti-infiammatoria come meccanismo primario. Ed i casi aneddotici di remissione potevano essere attribuiti ad un “boost” della risposta immunitaria. Di certo a quelle dosi la tossina non poteva magicamente viaggiare per il corpo ed uccidere le metastasi!

    Allora se i cubani erano reticenti e si voleva comunque perseguire questa strada, invece di imbarcarsi nella caratterizazzione biochimica, perche` non fare uno studio preliminare su topi modello (sia per infiammzione e tumore).
    Per esempio e` stato recentemente mostrato che il Naproxen (anti-ifiammatorio non steroideo) sembrerebbe ridurre il tumore nei topi! Un esperimento del genere puo` essere affrontato da un solo laboratorio e per cifre non esorbitanti. L`unica necessita` e` avere accesso continuo a tossina fresca e non la boccetta portata dal corriere AMON!
    Un secondo punto sconcertante e l`analisi mass-spec dei preparati. Sfido chiunque a capirci qualcosa in assenza di sequenze aminoacidiche dello scorpione azzurro ( e questa e` una limitazione che veniva discussa nel proposal Natura Farma). E` un esperimento del tutto inutile.
    Comunque l` importante e` che tutto sia finito cosi` senza spendere ulteriori soldi pubblici ed energie.
    Se c`e` gente che ancora crede a le potenzialita` dell`escozul io li inviterei a non abbattersi, adoperarsi per raccogliere fondi privati (e non pubblici, senza dati preliminari!) e ripartire dagli studi animali.
    Grazie Rosa!

  • Davide Goretti

    Scusate la battuta di cattivo gusto, ma l’idea di uno Scorpione che distrugge un Cancro mi sa quasi di astrologico.

  • Davide Goretti

    @Alessandro, non ha capito nulla di quello che hai detto, ma sono daccordo con te. Un mio amico medico ha detto che è improbabile l’efficacia standardizzata che si vuole dare per il fatto che ognuno reagisce in maniera personalizzata all’assorbimento di sostanze per via orale e sublinguale e mi sembra sia il caso del Vidatox. In pratica il classico 5 gocce sublinguali non ha senso se non si effettuano controlli a posteriori per vederne gli effetti e valutarne le correzioni. Anche ammettendo che il Vidatox sia efficace nel corpo, la modalità di somminsitrazione fa acqua da tutte le parti. Ho visto poi che si sta crando un vero mercato alternativo di persone che hanno delle boccette appartenenti a persone decedute e che vengono cedute . In pratica per tutti è la stessa cura? Scusate non sono medico, ma credo che come metodo sia un po’ troppo alla trallallero. A questo punto preferirei andare in ginocchio fino a Lourdes a chiedeer la grazia alla Madonna. Almeno nessuno mi dice che la cosa è scientifica e efficace. Capisco che chi sta male si attacca a tutto, ma c’è un limite in ogni cosa.
    Complimenti a Rosa Contino.

  • alessandro

    A Davide:

    Scusa se ho usato un linguaggio a tratti tecnico (mass spec, boost, apoptosi, sequenze aminoacidiche).
    Ho voluto comunque fare l` avvocato del diavolo.
    Se gli aneddoti di guarigine fossero stati attendibili, come si sarebbe potuto spiegare? Come si sarebbe dovuto procedere? Che tipo di dati preliminari sarebbe stato utile avere?
    Penso che “Scetticamente” sia un grandissimo blog e che Rosa con questa inchiesta abbia fatto un opera meritoria a cui dobbiamo essere tutti grati come cittadini italiani. Tuttavia credo che dobbiamo fare tutti uno sforzo per usare un linguaggio che cerchi di convincere chi crede a certe idee (es. “quell` amico di un mio amico ha fatto uso di escozul insieme alla chemio ed e` stato meglio”) a ripensarle alla luce di certi fatti. Se ci arrocchiamo sul: “Ma dai, credete ancora a queste cazzate!”, perdiamo un sacco di gente che diventa complottista e ci accusera` di aver impedito la sperimentazione sul Vidatox.

  • Davide Goretti

    Chiarissimo Ale. Ma come si potrebbe fare a far capire le cose alla gente? In fin dei conti ci dicono sempre che anche se npn c’è niente di scientifico non fanno nulla di male e siamo fregati. La stampa vedo che se ne frega e a vedere in giro ci sono due o tre siti, cmpreso questo, che dicono il vero ( questo è il più completo) in mezzo amigliaia di siti che invece esaltano il Vidatox e propongono cooperazioni tra malati. Se dovessi azzardare un dato positivo, Vidatox è diventato un social network del malato di cancro.

  • giacomo di girolamo

    Salve e complimenti. A parte la diatriba sul se funziona o no, ma qualcuno ha mai sperimentato se ha effetti collaterali? E’ mai stata fatta un’analisi del contenuto dell’Escozul/ Vidatox o come caspita si chiama ora per verificarne il contenuto magari vebendo se non possa creare problemi igienici di cui una pesona immunodepressa a causa del cancro ne farebbe volantieri a meno?
    P.S. Sono appena uscito dal tunnel causato dal melanoma e utilizzando le tanto odiate tecniche oncologiche tradizionali. Piuttosto che buttare soldi per andare a cuba ( devo essere sincero sono stato tentato anch’io) fate come me e investite sulla ricerca che ne ha sicuramente bisogno. Altro che interessi delle ditte farmaceutiche , io sono stato salvato dall’impegno di un equipe mista che non smetterò mai di ringraziare che a quanto pare stanno definendo complici delle Big Farma. Quei 2 mila € che avrei dovuto dare al governo cubano per una promessa di guarigione l’ho data all’IEO sotto forma di donazione, sarà sicuramente utile a chi come me avrà bisogno del loro aiuto.
    Grazie dello spazio che ci avete messo a disposizione e complimenti di nuovo per l’iniziativa.
    Giacomo

  • Anna

    Ciao Rosa, avrei urgentemente bisogno di parlare con te. Potresti contattarmi all’indirizzo di posta che ho inserito, per favore? Ti ringrazio..