La squadra dell'impossibile

La Squadra dell’impossibile: Il complotto di Frankenstein 1 commento


La squadra dell'impossibile

La squadra dell’impossibile

La serata non era delle migliori, mi capita di rado di avere di questi attacchi di insonnia; generalmente mi basta sbraiarmi sopra il letto per abbandonarmi quasi nell’immediatezza tra le braccia di Morfeo. Ma quella sera era diverso, non mi saprei mai spiegare il motivo, ma non riuscivo a prendere sonno. Eccomi di nuovo nel salotto, non aveva senso torturarmi inutilmente con i continui giri tra le lenzuola nella speranza di addormentarmi. Meglio tentare di abbandonarmi alla noia guardando la televisione in salotto, ” sicuramente c’è qualcosa che valga la pena non guardare” -mi dissi abbandonandomi ad un continuo zapping con il telecomando tra un canale e l’altro. Ma niente . Cosa potevo fare allora?

Decisi di leggere qualche pagina, nulla di impegnativo giusto per perdere qualche minuto nell’attesa del sopraggiungere del sonno.

Andai nella biblioteca che si trova appena sopra al televisore : uno scaffale bianco lucido con riposti tutti i miei libri preferiti e qualche volume nuovo ancora da leggere.

Cosa scegliere fu la mia prima preoccupazione. Non volevo intraprendere qualche avventura per doverla poi abbandonare subito. Libri scientifici? Non troppo tardi. Avevo bisogno di qualcosa di poco impegnativo. Tra i volumi dei ” non ancora letti” uno attrasse subito la mia attenzione. Vuoi per la copertina in tipico stile di lettura per ragazzi, vuoi per il fatto che era ancora sigillato nel suo cellophane, decisi che quello aveva vinto la lotteria serale del conciliasonno.

Sapete mi piace essere il primo a sfogliare un libro. Chiamatemi romantico, ma di un libro nuovo apprezzo la capacità di stimolarmi tutti e 5 i sensi e non solo la vista. Provate a immaginare quello che io provo. Per prima cosa ascolto il suono dell’incarto mentre libera il libro dalla sua stretta prigione.

Subito dopo apro il libro ascoltando i piccoli crepitii del libro mai aperto. Avvicino il viso alle pagine per saggiare il profumo dell’inchiostro e della colla, è come una droga per me, mentre le dita scorrono sulle pagine ruvide accarezzandole fino al momento di iniziare la lettura.

Quella sera iniziai il libro con l’intento di dare una semplice sfogliata.

La storia sembrava interessante sin dal suo incipit, con la confessione dell’autore che lascia il dubbio sin da subito se si tratti di un opera di fantasia o di una storia vera.

” Complimenti Massimo” – commentai ad alta voce appena finita la parte introduttiva del libro. Iniziai il primo paragrafo. ” Sono poche pagine ” pensai ” poi mi fermerò…”.

Senza troppi fronzoli di presentazioni il libro entra subito nell’azione presentando un avventura senza tempo ambientata nella londra di fine 800 e continuai a leggere nell’attesa di un momento di pausa nella narrazione, uno di quegli stacchi che ti permettono di distogliere l’attenzione per posizionarci sopra un segnalibro e dire ” Riprendo domani”.

Dopo qualche paragrafo , senza nemmeno accorgermene, iniziai il mio rito di lettura. È una di quelle cose che faccio sempre prima di dedicarmi a qualche ora di immersione nei libri: il mio bicchiere da Cognac, un bel sorso di Martell, un alambicco poggiabicchiere con una fiammella sempre accesa che tiene sempre caldo il cognac. MI rimisi seduto con un sorriso, capendo che quella che doveva essere solo una piccola lettura conciliasonno si stava trasformando in una nottata di lettura, ma era tardi ormai avevo iniziato e lastoria troppo avvincente per interromperla.

Primo sorso, fine primo capitolo. Ecco anche il secondo capitolo si avvicinava alla fine e un altro sorso di cognac caldo riprese a deliziare il palato e il naso con i suoi vapori . È un esperienza da provare.

Pagina dopo pagina l’avventura dei ragazzi sotto la guida di Max Keller , il vecchio che sa, si infittisce sempre più di mistero in un crescendo di emozioni che solo un artista dell’immaginazione sa dare.

Che dire di più, era una serata insonne e certo non è andata in maniera diversa, riferendomi al sonno, ma benché l’ultima pagina del libro si sia conclusa alle 03 e 34, posso dire di aver passato una nottata in bianco, ma ben spesa.

Ho tutti i libri di Massimo polidoro, tranne uno l’introvabile “Il mago Houdini”, e ogni volta riesce a stupirmi. Mai ripetitivo nel suo genere ha toccato ogni argomento dall’insolito,alla cronaca nera, dal romanzo storico, fino a questo che è dedicato ai ragazzi, ma che comunque è un’ottima lettura anche per chi ha qualche capello bianco come il sottoscritto.

Dopo la lettura del primo romanzo di Massimo Polidoro , ” Il profeta del Reich” mi sono detto ” se è vero che il buon giorno si vede dal mattino , allora …”, con questo libro, il primo di una serie di sei storie della serie “La Squadra dell’impossibile”, ho avuto la conferma che Massimo Polidoro ha l’inchiostro nel sangue , una caratteristica che distingue un normale scrittore da uno che sa fare la differenza.

Nella storia ci sono molti riferimenti ad altri grandi opere della letteratura, naturalmente in primis ci si riferisce al mostro di Frankestein di Mary Shelley, ma l’impronta della vicenda mostra l’interesse dell’autore alle novelle scritte da Conan Doyle come protagonista Sherlock Holmes.

Che dire di più, è una lettura adatta a tutti , appassionante, e tiene incollato il lettore sin dalle prime battute . In attesa di poter passare qualche altra notte con gli altri cinque capitoli della storia faccio i complimenti a Massimo Polidoro per l’attuale lavoro.

http://www.squadradellimpossibile.it/


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