La squadra dell'Impossibile

La squadra dell’impossibile – La notte di Dracula


La squadra dell'Impossibile

La squadra dell’Impossibile

Quando , tre anni fa, lessi “Il profeta del Reich”, quello che Massimo Polidoro presentava come il suo primo romanzo pensai: ” Se il buon giorno si vede dal mattino, possiamo star certi che Massimo Polidoro diventerà un ottimo romanziere “. Posso ora assicurare, dopo aver letto il secondo capitolo della “Squadra dell’Impossibile”, che la mia , diciamo, profezia era azzeccata. Non che il parere di un semplice appassionato di letteratura fantasy con il pallino per il giornalismo sia una garanzia di qualità, ma nella mia esperienza di lettore ho avuto tra le mani migliaia di testi, dai classici ai lavori di sconosciuti scrittori finiti poi nel dimenticatoio, ma pochi possono vantare il primato di avermi inchiodato ad una poltrona costringendomi a ore di lettura per la voglia di capire come va a finire il capitolo successivo: “La notte di Dracula” è uno di questi.
La storia raccontata da Massimo Polidoro riprende le vicende della Squadra dell’Impossibile guidata da Max Keller, “l’uomo che sa”.
Malgrado il libro sia rivolto ad un pubblico di giovani lettori, la narrazione è adatta ad un pubblico variegato di tutte le età. Una caratteristica particolare, che credo contraddistingua tutta la serie della Squadra dell’Impossibile, è l’incipit in prima persona in cui l’autore del libro, Massimo Polidoro, impersona se stesso aggiungendo quel tocco di mistero che affascina e ammalia il lettore, il tutto è presentato come se non si trattasse di un lavoro di fantasia, ma…
Ok non voglio aggiungere altro a questo punto lasciando al lettore la scoperta delle gesta dei piccoli investigatori nella Londra del XIX secolo che in questa avventura , dopo il mostro di Frankestein del primo capitolo della saga, devono affrontare nientemeno che il principe della notte: il Conte Dracula.
Sono garantiti colpi di scena tipici dei migliori Gialli, enigmi che riportano alle vicende tipiche nelle avventure del Professor Layton e , come in ogni vera storia che si rispetti, nulla è come appare.
La ricostruzione accurata  della Londra ottocentesca , e i rimandi didascalici alle vicende del vampiro più conosciuto del mondo, mostrano come Massimo Polidoro non lascia nulla al caso, ma segue una grande fase di raccolta informazioni sufficiente a fare la differenza tra uno scrittore improvvisato e un vero professionista della penna. Conosco Massimo Polidoro, attraverso le sue opere naturalmente, purtroppo non ho mai avuto il piacere di condividere  con lui di persona le mie idee, e se c’è una cosa che si può notare in ogni sua pagina scritta è l’accuratezza delle informazioni miscelati alla semplicità di esposizione che messi insieme rendono le sue opere uniche nel suo genere. È capace di esporre concetti apparentemente astrusi con un linguaggio che li rende comprensibili senza mai banalizzare la narrazione. Anche in questo caso, mi riferisco al target di lettori giovani, Massimo Polidoro non lascia la sua impronta narrativa e lascia trapelare tutta la sua esperienza in campo giornalistico, di indagatore del mistero e di fervido appassionato delle storie di Conan Doyle.
Ora mi fermo, ogni ulteriore commento da parte mia non sarebbe sicuramente in grado di rendere giustizia ad un libro che mi sento in dovere di consigliare sia come regalo ad un giovane lettore che vuole passare qualche ora di sana lettura all’insegna del mistero, sia come momento di svago per tutta la famiglia,a spettando il terzo capitolo della saga della Squadra dell’impossibile che sono certo ci porterà dentro ad un nuovo mistero tra le vie di Londra del XIX secolo.
Quali avventure ci porterà? E quale mito della letteratura misteriosa farà da protagonista nella terza avventura dei piccoli indagatori?
Sarà forse il Dottor Jekill e Mr Hide?
Sarà forse Jack lo Squartatore?
Sara…

Luca Menichelli

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