Fegato Gussian

Facciamo un esperimento 22 commenti


Fegato Gussian

Fegato Gussian

Per chi è un curioso di natura!

Una volta appurato il fatto che, per mezzo della macchina Kirlian abbiamo scoperto le nostre potenzialità energetiche e siamo a tutti gli effetti soggetti bioradianti, passiamo al test vero e proprio che è stato richiesto agli alunni di un corso di pranoterapia: la mummificazione del fegato, il modo migliore per assodare senza spese e in poco tempo le vostre capacità di futuri pranoterapeuti.
In questo caso specifico, l’energia dovrebbe riuscire a modificare la materia; di conseguenza se riuscite a conseguire il risultato potreste iniziare a cimentarvi con il trattamento di malattie e disturbi di vario tipo.

Procedura:

● Procuratevi una fetta medio – piccola di fegato di manzo (o di vitello) con taglio fresco (circa 100 gr);
● Riponetela su un piatto piano e inizia al più presto l’esperimento;
● Applicate le mani sulla fettina di fegato, tenendole ad un distanza di circa 3 o 4 cm; rimanendo in tale posizione per circa 10 minuti cercate di attivare la massima concentrazione sull’esperimento (evitate quindi di essere distratti da qualsiasi genere di rumore fastidioso di sottofondo come quello della radio o della televisione);
● Effettuate l’esperimento prima su un verso quindi ripetete l’operazione sul’altro;
● Ripetete l’esperimento tutti i giorni per almeno sette consecutivi, avendo cura di tenere la fettina di fegato sempre fuori dal frigorifero e lontano da fonti di calore;
ATTENZIONE!
● La fettina di fegato non va assolutamente coperta, né riposta in scatole o contenitori che ne possano impedire la naturale traspirazione.
● Dopo il trattamento giornaliero, rammentate sempre di scrivere il tempo di applicazione, i risultati ottenuti e le eventuali osservazioni.
(Qui, la scheda informativa di un noto istituto dimentica di dire che è molto importante lavarsi le mani prima di ogni trattamento).

Il mio intento è, in questo caso, proporre una sorta di “gioco per il curioso”; non è nel mio volere deridere o mettere in dubbio qualcuno.
Per mia indole, però, tutto ciò che mi stimola a tal punto da far sorgere dubbi o domande mi conduce direttamente alla ricerca di risposte, sia tramite sperimentazioni, laddove mi sia possibile, sia attraverso ricerche più approfondite che portino a scambi proficui con esperti dei vari settori. Credo che a volte la parte più interessante della fase di ricerca di una risposta sia quella della sperimentazione di un dato fenomeno, quindi, mi piacerebbe che pure voi lettori proviate lasciando commenti e osservazioni in merito. Voglio permettermi di sottolineare che non importa il risultato quanto più il fatto di cimentarsi per poi in seguito osservare e ricavarne spunti interessanti di discussione.
A presto per un confronto costruttivo!


Rosa Contino


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22 commenti su “Facciamo un esperimento

  • myrose

    Bene Francesca, aspetto le tue osservazioni tra 7/8 giorni circa. 🙂

    Rosa

    [quote name=”Francesca”]Io voglio toccare con mano, quindi prenderò due fettine, su una imporrò le mani, sull’altra no e osserverò le differenze.[/quote]

  • Luca Menichelli

    Benissimo Francesca via alla sperimentazione comparativa, ma mi raccomando devono stare nello stesso ambiente e alle stesse condizioni di umidità, luce e temperatura altrimenti i risultati possono variare. Poi ci tieni aggiornati sui risultati, il nostro campionario è molto vario costituito da uova, fettine e altre cose che solitamente si dice vanno incontro a deterioramento e putrefazione. 🙂

    [quote name=”Francesca”]Io voglio toccare con mano, quindi prenderò due fettine, su una imporrò le mani, sull’altra no e osserverò le differenze.[/quote]