Il trapianto è vita? Qualcuno dice di no...

Di complotti è pieno il mondo – Organi predati? 31 commenti


Anche se quest’articolo potrà sembrare come un annuncio pubblicitario per favorire le donazioni di organi ha solo l’obiettivo di illuminare un argomento che, malgrado se ne parli tanto, spesso e da molto tempo, desta ancora molte perplessità e dubbi che sfociano immancabilmente nel classico complotto. Ora avete capito perché ne parlo. Cercherò di evitare il più possibile incomprensibili tecnicismi anatomo-fisioilogici derivato da una personale deformazione professionale essendo il sottoscritto componente di un’equipe sanitaria che si occupa appunto di osservazione e assistenza ai potenziali donatori.

Ora l’argomento è un po’ ostico da affrontare, specie alla luce dei fatti che purtroppo si parla dello spauracchio di ogni individuo e cioè la morte, ma , malgrado sembri una delle classiche pubblicità pro donazioni , la morte di una persona è sicuramente un evento infausto, ma lo è di più il constatare che il sacrificio potrebbe essere più tollerabile con la possibilità di ridare la vita ad altre persone che stanno morendo donando i propri organi. Io lo considero un gesto di civiltà. Sono un potenziale donatore, naturalmente con la speranza di non diventarlo mai il che vorrebbe dire una lunga vita in salute, ma non certo mi esimerei dalla possibilità di poter contribuire a migliorare la vita di qualcuno che con i miei organi potrebbe ritardare il suo appuntamento con l’aldilà.

Malgrado tutte le buone intenzioni di chi “sarebbe” anche propenso alla donazione dopo morto i dubbi che ne scoraggiano l’adesione sono molti , alimentati dalla paura che gli organi vengano prelevati non dopo la morte ma quando ci sia ancora vita in corpo.
Approfittando di questi dubbi da un po’ di anni ha preso piede un’iniziativa che si definisce “apolitica e non lucrativa” atta a evitare quella che definiscono “ predazione di organi “ o “ morte a cuore battente”. Visto che l’iniziativa ha i suoi proseliti e comunque assume l’aspetto del classico complotto mi sembra il caso di approfondire cercando di togliere i vari dubbi che ruotano intorno alla donazione di organi, anche perché se c’è una cosa che non posso tollerare è chi specula sulla salute delle persone e sono cosciente del fatto che ogni proselita di detta associazione contribuisce a  gettare nell’ignoranza un contesto che invece è chiarissimo:  la donazione viene fatta solo dopo la morte, non prima.
Approfondiamo rispondendo alle varie affermazioni della “Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi e la morte a Cuore Battente” nella pagina “Quello che non ti hanno detto”.

Affermazione 1

“Non ti hanno detto che l’espianto di organi quali cuore, fegato, polmoni, reni, ecc., si effettua da persona in coma, sottoposta a ventilazione forzata, e non da un morto in arresto cardio-circolatorio-respiratorio, come tutti intendiamo”

Una fase di un trapianto

Una fase di un trapianto

Innanzitutto ci tengo ad una precisazione che per molti potrebbe sembrare solo un puntiglio sui termini ma si sa che a volte le parole hanno un impatto psicologico devastante: due sinonimi vengono percepiti in maniera diversa. Non si parla mai di “Espianto” ma di “Prelievo” di organi. Il concetto di espianto rende l’idea di un qualcosa che viene letteralmente strappato con forza dal corpo avvalorando la tesi di chi vede nella donazione qualcosa di turpe, il prelievo ha un impatto meno violento . Ma fino a questo punto si tratta solo di termini, il succo è un altro.
C’è un piccolo equivoco di fondo che nasce dall’ignoranza in campo medico di chi sostiene che gli organi vengono prelevati da “persone in coma”.
Cos’è il coma? Il coma è un profondo stato di incoscienza determinato da vari fattori che incidono con le funzionalità del cervello. Il malato in coma non risponde agli stimoli esterni e la prognosi non è mai ben definita: potrebbe esservi una completa guarigione alla risoluzione della causa del coma , potrebbe esserci un “risveglio”  con alcuni danni in caso ci siano lesioni permanenti o potrebbe sopraggiungere la morte. Il coma non è mai confuso con la morte e non per il fatto che il cuore batte ancora, come sostengono i sopracitati esperti nella salvaguardia della vita, e in nessun caso si procede al prelievo di organi in caso di coma. Il coma è determinato, come abbiamo detto sopra, da alcuni fattori chimici ( intossicazioni ) o fisici ( traumi , ischemie ) che determinano uno stato di incoscienza. Come detto la situazione potrebbe essere reversibile, per esempio molte encefaliti di tipo virale provocano una certa ipertensione endocranica con edema cerebrale che comprimendo provoca l’ipofunzionalità di alcune aree del cervello con conseguente stato di incoscienza. In molti casi il coma provoca solo incoscienza e non inibizione della funzionalità respiratoria quindi confondere uno stato di coma con una morte cerebrale è clinicamente impossibile. In questi casi una volta risolta la causa del coma, e cioè l’infezione, e assistita la persona fino al completo assorbimento dell’edema si ha una ripresa praticamente totale, naturalmente sto un po’  schematizzando non entro nei dettagli. Qualcuno potrebbe sostenere che questa è la prova che la mancanza di coscienza non è sinonimo di morte e io confermo, ma ribadisco che lo stato di coma non è un parametro sufficiente per determinare uno stato di morte cerebrale.
Ecco!
L’ho detta!
Morte cerebrale. È una definizione che credo crei più danni che chiarezza. Io la chiamerei semplicemente con il suo nome e cioè morte e scusatemi se approfondisco adesso con degli esempi che sembrerebbero assurdi a chi non è all’interno dell’arte sanitaria.
Cos’è la vita e cos’è la morte?
Purtroppo nella pratica si da al cuore molta più importanza di quella che effettivamente ha fino a incorrere nell’equivoco che attività cardiaca e vita sono diventati sinonimi: nel corpo c’è vita fino a che il cuore batte.
Sappiamo che un cuore arrestato non è sinonimo di morte se così non fosse sarebbe inutile cercare di rianimare una persona senza attività cardiaca. Sappiamo per certo che un arresto prolungato nel tempo , circa cinque minuti, genera dei danni permanenti al cervello e che dopo venti minuti si ha la certezza della morte della persona .
Ma perché si può avere questa certezza?
Perché il cervello ormai è diventato una massa informe senza alcuna attività: è morto. Il resto non conta. Una volta necrotizzato il cervello il resto del corpo non ha alcuna utilità e quindi la persona è morta.
Credo nessuno tra i razionali nutra dei dubbi sul fatto che la vita risiede nel cervello, quindi cercare di portare l’essenza dell’individuo al centro di un petto pulsante è un romantico tentativo di dare credibilità ad un anima che scientificamente non ha nulla di concreto.
Ma fino a qui credo di non aver spiegato un gran ché.
In questi casi, e cioè nell’eventualità di una morte cerebrale, il cuore batte e quindi non è l’arresto che determina la necrosi del cervello e quindi la morte allora perché dovremmo ritenere una persona viva?
Perché il cuore batte ancora?
Il cuore non è che batte perché è il cervello a comandarlo, ma è come se vivesse di vita propria rispondendo in maniera chimica ai comandi impartiti a livello centrale. Ho sottolineato in maniera chimica per evidenziare il fatto che si può intervenire dall’esterno per mantenere l’attività cardiaca anche quando il corpo, a causa della morte del coordinatore cioè il cervello, non è più in grado di produrre le sostanze che comandano al cuore come comportarsi. Ora , per dimostrare “l’estraneità” del cuore al sistema nervoso centrale basta pensare proprio ai trapianti di cuore. Un cuore trapiantato è un estraneo per il nuovo sistema nervoso dell’ospite. È un muscolo senza innervazione messo nel petto del ricevente che attraverso un reinnesto al sistema vascolare può svolgere la sua funzione. Non è legato ai nervi del ricevente essendo attualmente impossibile riallacciare i nervi del corpo .
Eppure batte.
Perché?
Perché il resto del corpo produce per lui gli ormoni necessari alla sua attività coordinati dal cervello e ghiandole annesse e lui svolge la funzione per cui è stato concepito: pompare sangue fregandosene del fatto che si trova in un nuovo corpo.
Analogamente in un corpo il cui cervello non è funzionante il cuore continua a pulsare fino a che in circolo vi è ossigeno a sufficienza per non incorrere in una necrosi e le sostanze adatte per la sua attività. Il cuore continua a battere perché in maniera artificiale si garantisce la respirazione e una buona emodinamica fornita dall’uso di catecolamine attraverso vie parenterali sopperendo alla loro mancanza naturale. In pratica, per fare alcuni esempi concreti, si somministra Dopamina e Noradrenalina che mantengono le contrazioni cardiache e la pressione arteriosa e altri farmaci , oltre che liquidi, per bilanciare l’apporto elettrolitico e compensare la poliuria che generalmente viene determinata a seguito della morte cerebrale.
Alla luce di tutto ciò abbiamo un cervello ormai necrotico che ha smesso di funzionare in maniera permanente ( vedremo tra poco come lo si accerta ) , due polmoni che scambiano ossigeno e anidride carbonica in maniera artificiale e un cuore che batte grazie a sostanze immesse dall’esterno. Possiamo considerare ancora in vita la persona per il fatto che il cuore non è fermo e il corpo è caldo?
Ma ora il tasto dolente. Come si ha la certezza che il cervello sia irreparabilmente morto?
Innanzitutto ci tengo a precisare che per morte cerebrale si intende la mancanza di tutte le funzioni del cervello e non solo lo stato di incoscienza che come abbiamo visto rappresenta il coma.
Per accertarlo vi sono varie metodiche  sia cliniche che strumentali.
In primis eseguendo una Risonanza Magnetica Nucleare o un AngioTac dell’encefalo appare evidente la completa assenza di vascolarizzazione evidenziando che ormai all’interno della scatola cranica è presente solo una informe massa gelatinosa , scusate se sono crudo nei termini ma espongo solo la realtà dei fatti in modo che venga compresa, semplicemente morta.
L’accertamento di morte avviene prima in maniera clinica attraverso l’ispezione dei nervi cranici utilizzando alcuni test che evidenziano l’assenza della loro funzione. L’assenza di tutti i riflessi che dovrebbero evidenziarsi vuol dire una sola cosa e cioè che l’encefalo ha smesso di funzionare.
Elenco senza dettagliarli troppo, magari se qualcuno pi è interessato ad approfondire ne riparliamo tra i commenti, i vari test che vengono eseguiti per determinare la probabile morte cerebrale:
1) controllo dei riflessi carenali, in pratica si cerca di stimolare la tosse in maniera artificiale ;
2) riflesso corneale, si stimola toccando la cornea cercando di vedere un naturale ammiccamento. Di riflesso si ha la tendenza a chiudere gli occhi;
3) riflesso oculo-vestibolare, si inietta all’interno dell’orecchio dell’acqua ghiacciata generando una situazione di fastidio. Si dovrebbe osservare un nistagmo cioè una serie di movimenti dell’occhio;
4) riflesso oculo-cefalico, conosciuto anche come riflesso degli “occhi di bambola”, si scuote la testa attraverso la nuca osservando se gli occhi si comportano come le vecchie bambole di porcellana e cioè continuano a fissare verso avanti;
5) riflesso fotomotore, si osserva il comportamento della pupilla all’applicazione di una fonte di luce;
6) riflesso cilio-spinale consiste nell’aumento del diametro pupillare in risposta all’applicazione di uno stimolo doloroso;
7) test di apnea, mantenendo la persona in iperossigenazione ma senza ventilazione forzata si attende che la pressione della Co2 nel sangue superi i 60 mm di Hg cercando di evidenziare la ripresa di un’attività respiratoria spontanea. In presenza di attività cerebrale il cervello invia ai polmoni l’impulso ad effettuare degli atti respiratori come ultimo tentativo di smaltire le scorie dannose ;
8) test di reazione all’atropina, si somministra dell’atropina in varie dosi , in caso di assenza di attività cerebrale la frequenza cardiaca rimane invariata in caso di attività la somministrazione determina tachicardia.

L’accertamento viene eseguito da una commissione costituita da un neurologo, un anestesista-rianimatore e un medico legale.
La diagnosi di morte si esegue solo con un elettrocardiogramma in maniera continuativa per 20 minuti e la commissione esamina la persona per tre volte durante la fase di accertamento. Solo l’assenza totale e certificata tramite EEG di tutte le derivazioni cerebrali viene definita morte.
In pratica , malgrado se ne possa dire il prelievo di organi viene effettuato solo dopo il sopraggiungere della morte, anche se il cuore continua a battere e il corpo è caldo.
Ora , continuando con le affermazioni della Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi e la Morte a Cuore Battente , sembra non ci sia limite all’ignoranza o ancor peggio alla cattiva fede.

Affermazione 2

“La persona viene incisa dal bisturi mentre il suo cuore batte, il sangue circola, il corpo è roseo e tiepido, urina, può muovere gambe, braccia, tronco, ecc… Le donne gravide portano avanti la gravidanza.”

Tutte cose vere , ma non dimostrano nulla. Abbiamo capito perché il cuore batte e il corpo è roseo e tiepido. Il resto avviene in maniera analoga.
La persona urina perché i reni mantengono la loro funzionalità e spesso accade che funzionano anche troppo generando uno squilibrio emodinamico che costringe all’utilizzo di farmaci per contrarre la diuresi e mantenere l’idratazione attraverso l’infusione di liquidi.
Il fatto che muove gambe e braccia anche questo è vero ed è proprio uno dei segni che contraddistingue la mancanza di controllo del cervello. Il sistema tattile e motorio della periferia risponde a stimoli istintivi comandati dal sistema spinale. Tutti lo abbiamo sperimentato magari appoggiando inavvertitamente una mano su un fornello acceso . Il dolore genera un’immediata risposta da parte dei nervi spinali che  fanno retrarre il braccio e poi lo stimolo arriva al cervello. È un meccanismo di difesa atto ad accelerare i tempi di reazione in caso di pericolo, se il cervello dovesse pensare anche a questo saremmo nei guai.
Per le gravidanze è vero ma sempre per lo stesso motivo, anche se dubito che poi non si abbiano danni al neonato. Ribadisco che il corpo continua a svolgere in maniera più o meno egregia la sua funzione, se così non fosse anche gli organi prelevati sarebbero inutilizzabili, è il cervello ad essere morto e personalmente ritengo che un corpo senza cervello è comunque un corpo morto: il cervello è la vita.

Affermazione 3

“Non è vero che prima si interrompa la ventilazione e che poi, a cuore e respiro fermi, si inizi il prelievo, ma è proprio l’opposto.”

Vero, ma sinceramente non è l’informazione che viene data in caso di donazione. Non mi è mai capitato di vedere, sentire o dire un’idiozia simile. L’informazione è chiara che mi si dia dimostrazione che si pubblicizza che il prelievo viene fatto a cuore e respiro fermi che provvedo personalmente a denunciarne l’autore. Questa è un’affermazione da vero criminale.

Affermazione 4

“Gli organi vengono tolti da persona che ha perso la coscienza, le cui reazioni alla sofferenza prodotta dall’espianto sono impedite da farmaci paralizzanti o da anestetici.”

Altra affermazione che denota la cattiva fede o l’ignoranza di chi le afferma. L’accertamento viene eseguito solo dopo un lungo periodo senza anestetici o paralizzanti. In caso di sospetta intossicazione da droghe o alcool viene sempre impiegato un tempo necessario al suo smaltimento prima dell’accertamento quindi anche in questo caso si può stare tranquilli e gli esperti della legado vrebbero vergognarsi.

Copertina di No ai Trapianti

Copertina di No ai Trapianti

Ma la Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi e la Morte a Cuore Battente, non è l’unica associazione che si oppone in maniera strenua a quella che definiscono morte a cuore battente , altre iniziative analoghe sostengono di voler difendere gli stupidi creduloni da chi vuole trasformarli in vittime. Emblematico è il sito www.trapianti.org in cui vengono anche venduti libri esplicativi come ad esempio “Perché no ai Trapianti” di Gennaro Anziano un superesperto di medicina essendo “un Ingegnere Architetto, pittore, scrittore, filosofo e studioso dell’uomo e del suo universo interiore. Cultore di yoga, è allievo da oltre trent’anni di Chögyal Namkhai Norbu, uno dei più grandi Maestri  tibetani contemporanei” .
Tutti sostengono che i donatori sono inconsapevoli vittime a cui vengono depredati gli organi quando ancora in vita. Chi dona lo fa con amore perché capisce che da una vita spezzata ne può nascere un’altra. Perché hanno capito che non ha senso portare gli organi nella tomba quando possono essere utili. Le uniche vittime di questa storia non dono i donatori , ma i malati che si trovano in una lunga lista d’attesa verso una nuova vita contrastata da questi ignoranti speculatori che , è il caso di dirlo, depredano i nostri organi seppellendoli sotto tre metri di terra con le loro stupide e infondate retoriche.

Luca Menichelli


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31 commenti su “Di complotti è pieno il mondo – Organi predati?

  • Chico

    @Svevus, io vivo felice grazie ad una donazione e se potessi, ma mi è precluso in quanto trapiantato non so perché, mi iscriverei da subito come donatore. Un gesto d’amore è stato quello di chi mi ha donato un rene. Te lo immagini un ragazzo costretto a subire due dialisi a settimana? Al posto di divertirsi con gli amici.
    Questa idiota del comitato dovrebbe passare quello che ho passato io per cinque anni prma della donazione poi vediamo se si oppone a quella che chiama predazione d’organi. Purtroppo non c’è modo di trapiantare un cervello, perché i sostenitori del comitato ne avrebbero veramente bisogno.

  • Cristina

    Non ho parole per commentare gli scritti e la propaganda della Lega contro la Predazione ecc. Sono un operatore e parte del mio lavoro consta nell’eseguire il tracciato elettroencefalografico -e non elettrocardiografico- per l’accertamento di morte encefalica e so personalmente con quanta serietà e professionalità si opera in tali contesti, con il rispetto più profondo per la famiglia. Quanto al prelivo d’organo senza consenso, poi, è un pensiero che non deve neppure siorare la mente di nessuno: ci sono firme, documenti e carteggi a testimoniarlo…

  • Luca Menichelli

    Grazie Cristina per il suo intervento. Io faccio parte di un coordinamento trapianti e relaziono nelle scuole per sensibilizzare al problema donazioni. So come funziona il meccanismo dell’accertamento e non so se le è mai capitato di perdere degli organi a causa dell’eccessiva burocratizzazione del sistema. Altro che paura di vedere i propri organi donati quando ancora in vita, il rischio è quello di perdere fin troppo tempo dietro a decine di leggi che regolamentano i trapianti in Italia. Il sistema spagnolo prevede una legge, in molti paesi basta l’assenza dei riflessi, in Italia la possibilità che si prelevino organi da vivi è meno che zero. Purtroppo la paura fa quaranta e i proclami di questi criminali hanno sempre un certo effetto e i risultati si vedono, centinaia di persone in lista di attesa di una nuova speranza di vita normale vanificata anche da questi individui che cercano solo notorietà. Se poi a sostenerli è Celentano allora possiamo pur star certi che hanno ragione vero? Ho provato a contattarli molte volte senza nessuna risposta e le cose possono essere due : o negano il confronto oppure, come spero, hanno cessato di sparare cacchiate pericolose.

    [quote name=”Cristina”]Non ho parole per commentare gli scritti e la propaganda della Lega contro la Predazione ecc. Sono un operatore e parte del mio lavoro consta nell’eseguire il tracciato elettroencefalografico -e non elettrocardiografico- per l’accertamento di morte encefalica e so personalmente con quanta serietà e professionalità si opera in tali contesti, con il rispetto più profondo per la famiglia. Quanto al prelivo d’organo senza consenso, poi, è un pensiero che non deve neppure siorare la mente di nessuno: ci sono firme, documenti e carteggi a testimoniarlo…[/quote]

  • Gaia

    Sono arrivata su questo blog leggendo l’intervista a garattini e ho finito per leggere quasi tutti gli articoli. A parte la stupidità dei complottisti della quale ero già a conoscenza, mi sono vergognata molto leggendo questo articolo. Non sono un medico, sono un fisico e quindi non ho nessuna competenza in materia, ma che l'”espianto” avvenisse in caso di sola morte cerebrale lo so da una vita! Che poi magari qualcuno possa essere spaventato dalla non certezza assoluta di questa verifica, posso anche capirlo: si spera sempre che il proprio caro si risvegli. Ma andare in giro a dire queste idiozie per me dovrebbe essere equiparato a reato e truffa allo stato, il più grave reato nei nostri codici penali.

    Riguardo al consenso, purtroppo so che non è così semplice come andare in giro con una tesserina con la mia firma perchè anche se è vero che può sempre essere impugnato, quello che più conta è che bisognerebbe rinnovarlo periodicamente e la cosa mi pare davvero stupida. Bisognerebbe trovare il modo legale di renderlo inimpugnabile.

    Parere mio infine che gli espianti dovrebbero essere obbligatori. Non ce ne facciamo niente degli organi dopo la morte e peggio ancora non approvo nessuna motivazione mistico/religiosa che neghi la possibilità di salvare qualcun altro con qualcosa che stiamo gettando via.

  • Luca Menichelli

    Grazie Gaia. Personalmente le do prerfettamente ragione: è un comportamento vriminale. Aggiungo che ho contattato molte volte la responsabile di tale lega, am non ho mai avuto risposta, malgrado la loro attività sia ancora fervida. In molti li seguono e le liste si allungano. Noi che lavoriamo nel campo sappiamo che le loro affermazioni sono almeno inesatte, se non in perfetta malafede, ma non possiamo farci nulla. Esiste la libertà di espressione e va preservata, anche se questa libertà impedisce a delle persone di salvarsi la vita.

    [quote name=”Gaia”]Sono arrivata su questo blog leggendo l’intervista a garattini e ho finito per leggere quasi tutti gli articoli. A parte la stupidità dei complottisti della quale ero già a conoscenza, mi sono vergognata molto leggendo questo articolo. Non sono un medico, sono un fisico e quindi non ho nessuna competenza in materia, ma che l'”espianto” avvenisse in caso di sola morte cerebrale lo so da una vita! Che poi magari qualcuno possa essere spaventato dalla non certezza assoluta di questa verifica, posso anche capirlo: si spera sempre che il proprio caro si risvegli. Ma andare in giro a dire queste idiozie per me dovrebbe essere equiparato a reato e truffa allo stato, il più grave reato nei nostri codici penali.

    Riguardo al consenso, purtroppo so che non è così semplice come andare in giro con una tesserina con la mia firma perchè anche se è vero che può sempre essere impugnato, quello che più conta è che bisognerebbe rinnovarlo periodicamente e la cosa mi pare davvero stupida. Bisognerebbe trovare il modo legale di renderlo inimpugnabile.

    Parere mio infine che gli espianti dovrebbero essere obbligatori. Non ce ne facciamo niente degli organi dopo la morte e peggio ancora non approvo nessuna motivazione mistico/religiosa che neghi la possibilità di salvare qualcun altro con qualcosa che stiamo gettando via.[/quote]

  • Gianfranca

    Clap Clap Clap Clap Clap Clap Clap Clap Clap Clap Clap Clap Clap Clap Clap Clap Clap Clap Clap Clap Clap Clap Clap Clap Clap Clap Clap Clap Clap Clap Clap Clap Clap Clap Clap Clap Clap Clap Clap Clap Clap Clap Clap Clap Clap Clap Clap …

    Un ora di applausi ci vorrebbero. Possibile non si possano contrastare questi elementi?

  • manuela

    Oltre a donare i nostri organi per far vivere altre vite, doniamo tutto il nostro corpo post-mortem per la ricerca!
    aderite anche voi al Progetto Penco.
    Grazie

  • Dott. G. Di Odoardo

    Innanzitutto faccio i complimenti per l’articolo che spiega in maneira scientifica e dettagliata le fasi dell’accertamento e della donazione. Vorei fare una piccola aggiunta chiarificatrice sulla questione accertamento.
    Accertamento di morte non significa necessariamente donazione di organi e anche in questo caso la Lega contro la predazione di Organi dimostra la non conoscenza dell’argomento o la faziosità ignobile, decidete voi quale delle due ipotesi si addice di più al loro operato.
    Qualora si ipotizzi la morte cerebrale, che cme specificato dal Dott. Menichelli equivale a morte senza se e senza ma, si procede comunque all’accertamento al seguito del quale, donazione o no, segue la sospensione di ogni supporto perché è sia economicamente che, aggiungerei, moralmente inappropriato mantenere “in vita” una persona deceduta. Constatato ciò mi chiedo il perché poi ci si debba rifiutare di dare speranze di vita a chi non ne ha più. Lo so che la mia dissertazione è un po’ estrema, ma non trovo motivi plausibili e logici all’opposizione alla donazione. Riguardo ai rischi connessi alla falsa morte, su questo fronte la legislazione Italiana forse genera proprio il problema opposto e cioè la possibilità della perdita di donatori validi per la trafila da seguire per la donazione. Sono stato testimone di casi di donatori con assenso a cui sopraggiunge l’arresto irreversibile, con conseguente perdita degli organi, durante la trafila di accertamento che prevede molte ore e molti controlli da parte di molti professionisti che costituiscono un collegio giudicante, cosa che ho visto ben specificata nell’articolo. La scienza insegna, con dati statistici inequivocabili, che molte delle garanzie apportate dalla legislazione Italiana sono superflue e portano ad un allungamento dei tempi, con conseguente perdità del donatore. Resta inteso che il rischio di dichiarare deceduta una persona in coma è pari a zero.
    Altra paura immotivata è quella che in caso di donatore non si faccia di tutto per salvare la vita alla persona. A parte il fatto che tale affermazione è offensiva nei confronti dei professionisti medici che vengono, in pratica, definiti degli assassini, va precisato che la procedura prevede che la richiesta delle volontà del donatore venga fatta solo quando si hanno validi indizi di morte cerebrale e non quando uno è in coma, come vogliono far credere i detrattori della pratica trapianti. Inoltre il buon senso porterebbe a dire, ma perché si dovrebbe portare avanti una pratica simile? Non mi si dica che è per interessi economici perché portare avanti un accertamento, seguirne le fasi, predisporre l’apparato trapianti, prelevare, trapiantare e poi seguire il decorso porta ad un non indifferente dispendio di energie economiche, fisiche e psichiche.

    Chi dona lo fa con amore, non infangate la memoria di un eroe con queste dicerie immotivate.

    Dott. Gianluca Di Odoardo
    Anestesista- Rianimatore.

  • Luca Menichelli

    Grazie Dott. Di Odoardo per il suo intervento che sintetizza in poche righe tutta la questione legata all’accertamento di morte. Purtroppo è difficile far recepire la cosa a chi non vuole capire come stanno realmente le cose. Anche io lavoro in una rianimazione e faccio parted el coordinamento trapianti e posso confermare, come fa notare lei, che la legislazione Italiana è molto garantista nei confronti del donatore o potenziale tale. Raro è trovare chi ha bene a mente la dinamica e molto di frequente, se non quasi sempre, capita di trovare parenti che associano poca importanza al vero significato di mancanza di attività cerebrale, attribuendo, pur essendo nel 2015, la vita all’attività cardiaca. Certo non è facile accettare che un corpo il cui cuore batte, che è caldo e che per riflessi incondizionati può anche muoversi sia in realtà senza vita perché il centro della stessa ha ormai cessato di funzionare in maniera irreparabile, è una cosa che a volte anche a noi operatori del settore crea qualche conflitto, ma lo si accetta perché comunque corrisponde a realtà. Come ha sottolineato, nessuno propone la donazione in caso di coma, ma solo dopo che le condizioni fanno capire che ormai tra la vita e la morte fisica, non reale, c’è solo una serie di metodiche atte a mantenere integro il corpo.

    Grazie nuovamente dell’intervento e continui a seguirci, avrà sicuramente visto che ci interessiamo spesso di tematiche legate alla medicina e ci piacerebbe avere un suo intervento anche riguardo agli altri argomenti.

    Luca Menichelli

    [quote name=”Dott. G. Di Odoardo”]Innanzitutto faccio i complimenti per l’articolo che spiega in maneira scientifica e dettagliata le fasi dell’accertamento e della donazione. Vorei fare una piccola aggiunta chiarificatrice sulla questione accertamento.
    Accertamento di morte non significa necessariamente donazione di organi e anche in questo caso la Lega contro la predazione di Organi dimostra la non conoscenza dell’argomento o la faziosità ignobile, decidete voi quale delle due ipotesi si addice di più al loro operato.
    Qualora si ipotizzi la morte cerebrale, che cme specificato dal Dott. Menichelli equivale a morte senza se e senza ma, si procede comunque all’accertamento al seguito del quale, donazione o no, segue la sospensione di ogni supporto perché è sia economicamente che, aggiungerei, moralmente inappropriato mantenere “in vita” una persona deceduta. Constatato ciò mi chiedo il perché poi ci si debba rifiutare di dare speranze di vita a chi non ne ha più. Lo so che la mia dissertazione è un po’ estrema, ma non trovo motivi plausibili e logici all’opposizione alla donazione. Riguardo ai rischi connessi alla falsa morte, su questo fronte la legislazione Italiana forse genera proprio il problema opposto e cioè la possibilità della perdita di donatori validi per la trafila da seguire per la donazione. Sono stato testimone di casi di donatori con assenso a cui sopraggiunge l’arresto irreversibile, con conseguente perdita degli organi, durante la trafila di accertamento che prevede molte ore e molti controlli da parte di molti professionisti che costituiscono un collegio giudicante, cosa che ho visto ben specificata nell’articolo. La scienza insegna, con dati statistici inequivocabili, che molte delle garanzie apportate dalla legislazione Italiana sono superflue e portano ad un allungamento dei tempi, con conseguente perdità del donatore. Resta inteso che il rischio di dichiarare deceduta una persona in coma è pari a zero.
    Altra paura immotivata è quella che in caso di donatore non si faccia di tutto per salvare la vita alla persona. A parte il fatto che tale affermazione è offensiva nei confronti dei professionisti medici che vengono, in pratica, definiti degli assassini, va precisato che la procedura prevede che la richiesta delle volontà del donatore venga fatta solo quando si hanno validi indizi di morte cerebrale e non quando uno è in coma, come vogliono far credere i detrattori della pratica trapianti. Inoltre il buon senso porterebbe a dire, ma perché si dovrebbe portare avanti una pratica simile? Non mi si dica che è per interessi economici perché portare avanti un accertamento, seguirne le fasi, predisporre l’apparato trapianti, prelevare, trapiantare e poi seguire il decorso porta ad un non indifferente dispendio di energie economiche, fisiche e psichiche.

    Chi dona lo fa con amore, non infangate la memoria di un eroe con queste dicerie immotivate.

    Dott. Gianluca Di Odoardo
    Anestesista- Rianimatore.[/quote]